Non mi piace più scrivere. Poiché oggi devi per forza avere ancora qualcosa da raccontare, per poterlo fare. Una cosa che non sono mai stato in grado di fare in modo esauriente. Perché non mi piace leggere cose come "Pippo va a fare la spesa" che, solo per la loro correttezza grammaticale, sono trattati come capolavori. Non è che una minima parte di quel che io reputo un buon lavoro.
In realtà Pippo porta quel nome solo perché suo nonno era di firenze, lui è nato e cresciuto nei peggiori anni della germania a Francoforte. Impotente, a guardare quella crepa purulenta, marcescente, che spaccava in due quel sogno per il quale qualche anno prima il Volk, il popolo, avrebbe dato tutto, e che ora lavorava per rammendare, cercando di passare inosservato. La sensazione di paura nel sentir nominare Gli alleati, quella tragicità in plicchi di banconote innumerevoli sudati sangue che vanno sparsi come cenere al vento per un tozzo di pane. Quella morte negli occhi delle persone, che rende tutto così intenso che fa male. Pagare un giornale cencioso una fortuna, e scoprire che è di due giorni fa..
E qualche volta a casa sua, quella cosa che striscia su, sal pavimento fino ad entrargli nelle pupille assetate, lasciandolo impotente statua di carne, occhi sbarrati velato di lacrime senza un sussurro, denti stretti e mano chiuse a pugno cercando di trattener quel po' di dignità rimasta, che scivola via come sabbia, nel ricordo di una città piena di cadaveri. Un mondo, pieno di cadaveri. Fra i quali il suo.
C.