venerdì, 28 dicembre 2007

Lasciamo perdere.

postato da: AngeGris alle ore 10:44 il venerdì, 28 dicembre 2007 | link | commenti (7)
mercoledì, 26 dicembre 2007

Tulipano nero.

Sì, posso ben capire. Mi guardo e mi rendo conto di essere un diciannovenne cresciuto anche troppo bene, che si può permettere di essere negativo. Di avere pensieri, pensieri, pensieri. Del cazzo. Di stare giù e chiedersi perché, e che anche quando gli succede una cosa bella, è tanto, troppo complicata. Tutto per la testa, chiaro. Che viaggia come spesso da sola lasciando il cuore in balia delle sue trame complicate, stretto come in una rete grande come un pugno, di fili neri pulsanti tanto quanto quel che racchiudono.

Oh, mi dispiace. Vorrei essere tutto sorrisi, e questo mi spinge dal lato opposto ma non c'è un perché indefinito. È nitido. Perché sono una persona debole, sotto molti aspetti. Mi sento un bambino a volte, di fronte a cose complicate, mentre altre mi sento lo stesso bambino che sbaglia sapendo di sbagliare, solo per il sapore che ha. Sapore amaro, a pensarci poco più tardi, e mi pento, e mi aggrappo. Reggo.

Non sono perfetto. Oh, non mi reputo neanche una persona buona. Io sono quel che sono, che si riduce a una persona ben più fragile di quanto io voglia. Che al posto di lavorare e vivere tranquillo, preferisce farsi male in tanti modi, anche solo con la testa, se va bene. Preferisce, sì, perché come mi fanno notare a volte le persone che tengono a me, nel mio brodo in fondo so che ci sto, e le lamentele a poco valgono se poi da parte mia non c'è la volontà di tirarmene fuori. E la volontà è cedevole, per certi aspetti.

Certo, ultimamente tante cose stanno migliorando, sono più felice, ho molte ragioni per essere stimolato, sia nel campo lavorativo che in quello sociale, e piano piano sto portandomi verso una strada che probabilmente mi aiuterà a trovare un posto di lavoro fisso, un posto dove vivere, una mia stabilità. Tutto molto veloce col senno di poi, tutto troppo lungo e faticoso visto nel presente, vivendo. Perché devo essere così? Mi dispiace e per fortuna piano piano miglioro, ma poi in sere come questa quando mi sento solo e non ho un cane con cui parlare, mi fa male il petto, per come percepisco quel che mi circonda.

Voglio un abbraccio e ho un monitor, voglio parlare con gli amici veri e devo scrivere. Abito lontano da molte, troppe persone che mi piacerebbe conoscere meglio e da quelle che già conosco e vorrei frequentare più regolarmente. Poca cosa, ma per una persona fondamentalmente timida non è facile legare, e se in più le occasioni per poter stare con gli amici sono poche, allora la mia testa riprende a galoppare.

Auguro a tutti i miei lettori di passare le migliori festività, con un gran sorriso sulle labbra. Domattina lo avrò anche io, lo so.

Ci sono le giornate no, ma c'è sempre un giorno nuovo e luminoso davanti, che mi da la possibilità di migliorare e pensare in chiave differente alle difficoltà. E lo faccio.

See you Web Cowboys.

C.

postato da: AngeGris alle ore 00:07 il mercoledì, 26 dicembre 2007 | link | commenti (6)
lunedì, 24 dicembre 2007

Je ne suis pas.


"Qua dorme, confonde le forme, la notte bagna orme cancellando le tue tracce.
Il sonno segna la ragione della mente, la strada è silenziosa sotto il suolo delle ombre."


C.
postato da: AngeGris alle ore 04:56 il lunedì, 24 dicembre 2007 | link | commenti (6)
venerdì, 21 dicembre 2007

Frammento.

4 giorni a Natale. Non mi sembra vero che un altro anno sta uscendo dal mio campo visivo, come un qualunque passante potrebbe fare, sotto ai portici di una Locarno invernale. È bella, immersa nelle sue luci, la notte. Palazzi dai molti colori, la pista di ghiaccio illuminata e piena di musica. La cupola in vetro, con i divanetti, poco più avanti, a dare calore come un cuore di aria palpitante. E la gente circola. Siamo globuli rossi di questa realtà che è l'oggi di ogni giorno, a vagare per strade che sono vene di asfalto e vernice gialla, bianca.

Regali, sotto l'albero, regali ancora da dare a qualche amico ma c'è tempo anche per questo. C'è sempre tempo.

C.
postato da: AngeGris alle ore 20:24 il venerdì, 21 dicembre 2007 | link | commenti (2)
martedì, 18 dicembre 2007

Da dentro.

Cieli tinti di porpora, e lascio che lo sguardo vaghi lentamente, su paesaggi ancora nuovi, ogni attimo. La pelle scossa da leggeri brividi, liscia contro il tocco dell'aria e di sguardi di cui non conosci l'esistenza. Movimenti però, sebbene lontani attirano la tua attenzione. E luci. A volte inciampiamo in noi stessi nel cammino, trovandoci ostacoli ai sogni che coviamo. Che cosa succede, se rimango fermo? Cosa succede, se rimango perfettamente immobile cercando di non pensare a niente?

Succede che mi vengono in mente tutte le cose a cui cerco di non pensare, quindi con un sorriso comincio a muovermi, nel cremisi come a vagare in una vastità di fili d'erba e alberi sommersi, di sassi sul fondo, strani uccelli che nuotano in alto, tutto si fa attutito. Posso sentire i miei passi, uno dopo l'altro sul terreno e la luce pian piano si fa lentamente più presente. A un istante alla volta, comincia a risalire il terreno dal sentiero, che diventa una strada di luce e tutto diventa improvvisamente buio. Soltanto quella striscia di speranza su cui mi incammino con passo claudicante.

Meraviglia.

Quanto grandi possono essere i sogni degli esseri umani?

Tanto da far spavento.

Da far ridere e piangere insieme, come succede a volte.


Penso a quanto mi sono lasciato indietro. Alla prigione, dodici anni di merda, sudore e sangue. Occhi, lì dentro. Occhi dappertutto, e non sapevi più chi guardare a tua volta e nemmeno chi eri, la mattina davanti allo specchio sporco e con i cardini dell'armadietto pieni di ruggine. Alle cazzate che mi ci hanno portato, d
agli omicidi, fino al primo piccolo furto . Riesco a ricordarne le facce, tutte quante, e di notte loro ricordano me, con forza e violenza.

All'amore perduto, alla morte prematura di mio figlio, alla sua nascita, all'amore trovato. All'adolescenza. All'infanzia.

Penso al mio concepimento, infine. Il concepimento di quello che ora sono diventato. Sono.


Di nuovo nella natura. Le luci sono vicine, il giorno quasi del tutto assente e finalmente riesco a distinguere le cose. Più fuochi, disposti in un circolo di pietre illuminate. Luci e ombre, mescolanze di entrambe le cose. Al centro, un giaciglio, distante una ventina di metri, da tutti i falò. Tutto come lo immaginavo, in fondo. Mi stendo, fisso il cielo. Le stelle.

Chiudo gli occhi e sono felice di essere morto in questa cella di merda con il corpo, senza esserci morto con la mente.

Jakob Wye
postato da: AngeGris alle ore 20:33 il martedì, 18 dicembre 2007 | link | commenti (1)

Love's not a competition.

E certa gente dovrebbe capirlo..

C.
postato da: AngeGris alle ore 06:24 il martedì, 18 dicembre 2007 | link | commenti (4)
domenica, 16 dicembre 2007

Clouds.

Vi piace guardare le forme delle nuvole nel cielo? Riuscire a dare loro un senso, con la fantasia? A me piace molto, è una cosa che mi porto dietro fin da bambino. Mi piaceva molto guardarle, i pomeriggi dentro casa, o alle elementari dentro quell'edificio che ben ricordo, con il campo da calcio in asfalto ricoperto di quella superficie rossiccia, sempre piena di polvere e macchie..

Nella vita che faccio passo molto tempo sui mezzi di trasporto, e vuoi che metto la musica, vuoi che mi piace guardare il paesaggio anziché leggere se non è un viaggio lungo, mi capita di notare quanto invece moltissime persone ormai il paesaggio non lo notano. Sono tutte prese nelle piccole cose quotidiane, dal leggere una rivista o un libro, oppure studiare o dal cellulare vario ed eventuale.

In fondo, viaggiamo nei soliti posti, lo capisco, ma ogni giorno qualcosa è diverso. Una luce, una nuvola, un albero in più, che fra qualche anno si noterà, o in meno, che lascia un vuoto nuovo.

Siamo tutti un po' imprigionati nella rete della nostra vita, a cercare di mettere a posto piccoli nodi, senza invece sfilarcela di dosso lentamente, guardarla, sentirla. Certo, i problemi ci sono per tutti, primo ad ammetterlo, ma ci sono molti modi per affrontarli.

Io ci perdevo e talvolta perdo tuttora troppo tempo in pensieri infondati. Ma non mi piace usare l'immaginazione per le cose brutte. Non mi piace proprio.

Anche un po' per questo, mi piace la natura. Per poter vivere in armonia con me stesso. Mi tranquillizza molto stare nel silenzio di solito solo, ma non mi dispiace la presenza di altre persone intorno a me.
E la nuvola-drago di quest'estate mi torna in mente, inevitabile.

C.
postato da: AngeGris alle ore 22:46 il domenica, 16 dicembre 2007 | link | commenti (5)

Chi sono

Utente: AngeGris
Nome: Carlo Beer
Soltanto un disperso.

Bottoni


Parole

Archivio

oggi
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
aprile 2009
febbraio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Commenti recenti

WithoutMoon in Ricorda domani.
WithoutMoon in Polaroid.

Links

Adrenocromate
Debby pesciolina
Favole vere
Fumics
Giardini di Mirò
Heart Confessions
Kilyestyle
Luce d'Inverno
Marco Notari - blog filosofico
Mono
Piccole Perle
Tears of a fallen Angel
The Evpatoria Report
Ti abbandono..
Tre fighe per la pelle(o tra le palle?)
Vivendo le Stelle

Foto recenti

Vedi altri media

Contatore

visitato *loading* volte

Partecipano

 Il mio profilo ContattamiSkygge

Parla con me