Anche oggi è andato. Notte, quando mi trovo ad appendere il camice alla stampella del mio armadietto. Un'altra giornata è finita, quasi. Il sorriso per aver fatto anche oggi quel che si doveva, malgrado il desiderio di aria pura nei polmoni, di boschi, di neve. Manca ancora un po'.
Sfilo le scarpe da lavoro, infilo le mie e ripongo nell'armadietto le altre. La giacca, e poi l'aria aperta, il cielo scuro, il vento che spazza le montagne intorno. Un bel posto, pieno di boschi che accompagnano le mie giornate da fuori le finestre. Un pensiero soltanto, un piccolo sfarfallio di luce, e poi il viaggio.
Torno a casa.
E panorami che scorrono attraverso a un finestrino che non si ferma mai. Luci confuse, voci e calore.
Ti sto cercando.
C.
E le foglie morte di quell'albero erano tracce di vita ormai andata, ancora fisici eppure ormai distaccati dalla loro fonte. Dal loro Dio. In qualche modo abbandonate al loro destino, a fronteggiare un lungo autunno di piogge, un lungo inverno di freddo, nel fango. E nel ghiaccio, come ibernate. Dalla terra alla terra ritorneranno, in un ciclo ormai infinito.
E druidi, druidi che danzano nella foresta al suono di tamburi, i corpi praticamente nudi, sporchi di fango e con le teste ornate da maschere di foglie. Maschere di foglie, sì, a chiamare i loro misteriosi e silenti dei, nascosti nelle ombre dietro i tronchi più antichi. Nelle foreste sconfinate che avvolgono l'intero globo, insieme all'acqua che dalle montagne agli oceani lo incatena.
La foresta vive. La foresta di suoni; nel buio di quelle notti in cui ci sono i falò accesi a graffiare la notte dentro alle pupille. E sono lunghe sinfonie di ritmi di vento, di foglie e vita.
E mi sveglio, apro gli occhi. La mia camera, ad accogliermi.
A volte via di fuga, a volte prigione.
C.
Nell'acque silenti galleggia il pensiero. Sembianze indefinibili, sfocate dalla nebbia che si leva dall'acqua.
L'acqua è scossa da
onde sempre più agitate.
Apro gli occhi, il cielo plumbeo sopra, steso.
Le lame dei cieli
a fendere l'aria tutto intorno,
spazzando nuvole con fretta
Ci sono luoghi dove non si dovrebbe naufragare, qui.
Ho sottovalutato l'importanza di questo blog per me.
E ogni tanto negare l'evidenza è una cosa che non mi riesce affatto bene.
Ricomincio da qui.
C.