lunedì, 30 luglio 2007

Backup data 00

Quanta luce, qui. Mi piaceva stare seduto a pensarci da piccolo in giardini che spuntano estemporanei dalla mia mente. Quasi fosse un vecchio film in bianco e nero da guardare. Questo ero io seduto davanti alla finestra a guardare che c'era fuori. Mio fratello che ride. Mia madre e mio padre, che ci abbracciano. E provo amore. Seduto a pensarci. Amore. Seduto a pensarci..

Ma è una pellicola.

Riesco a vedere certe cose solo così.

I colori di certi oggetti, le sfumature che assumono ai nostri occhi, sono molto diverse, a dipendenza del nostro stesso essere in quei dati momenti.

Le foglie che si muovono al venti, i raggi del sole che tramonta che sembran volerle ghermire, lasciando al suolo soltanto scheletri morti, vuoti. Accolti da frementi raffiche di vuoto.

Quel parco diventa una gigantesca trincea e per che cosa combattiamo adesso? Che cosa ci spinge a prendere una o l'altra posizione? A che serve?


C'è solo questo sole che arde, rosso.

Violento.

C.
postato da: AngeGris alle ore 20:17 il lunedì, 30 luglio 2007 | link | commenti (6)

Frozen time.

Sfuggo.

Non riesco a fare altro, ultimamente.

C.
postato da: AngeGris alle ore 13:17 il lunedì, 30 luglio 2007 | link | commenti (3)

RITAGLI - Andy

Ultimamente sono stato assente per occuparmi di cose.. esterne alla scrittura diciamo, o perlomeno per quel che concerne il blog. Che, parentesi, per me é molto importante. tanto importante che presto diventerà qualcosa di più, ma non voglio rovinarvi la sorpresa e quindi, con disinvoltura passerò ad altro e cioé alla vera ragione di questo post.

Sto lavorando ora su di una storia a fumetti breve - 5 pagine - che ho scritto[la potete trovare ultimata qualche post fà]. Ma nella lavorazione certe sue parti che avevo scritto [prima ancora di disegnarla o strutturarla] sono state drammaticamente[per me perlomeno] tagliate fuori. Vorrei quindi condividere con voi i frammenti di questo lavoro, frammenti confusionari perlopiù, ma io penso, comunque interessanti.

La storia si intitola: "nella città molto normale ci furono due funerali". Il protagonista é un ragazzo sbandato ed il suo gruppo di amici drogati. Si, chiamiamoli cosi, drogati. lo stesso giorno inaspetatamente, moriranno due ragazzi loro conoscenti: Marco, all'estero per combattere, in Iraq. L'altra: Sara, più vicina al protagonista e al gruppo di amici, morta per fatti di droga e cazzate correlate, che l'hanno portata a una fine tragica. La storia verge sul contrasto sociale che hanno due situazioni tanto distanti. Marco da una parte é il martire della situazione, Sara invece il cattivo esempio. Ma le cose sono sempre più complesse.
Il problema del taglio di molte di queste parti é che risultavano retoriche, come spiegatomi da un mio prof. la retorica delle didascalie del narratore. ma su questo tornerò a breve.
I drogati dicono che marco era un militarista di merda ed un fanatico, la gente dice che sara era una sbandata. le due parti pensano entrambe che l'uno non se lo meritava e che l'altro se l'é cercata.
Ecco che anche il narratore, nelle parti tagliate che seguono, incappa nello stesso errore, incolpando la gente. Incolpando qualcuno, dando risposte, dando una teoria.
é colpa vostra, io dico. é colpa nostra. Questa é la mia retorica. E se si può credere in una retorica, io ci credo.
Sbaglio come sbagliano i miei personaggi, mi rendo conto di questo. Come sbagliano molti, forse tutti.
Ma penso che cercare risposte, o colpe, sia da sempre innato nella natura umana.
Se é retorica ciò che scrivo, vorrei la prova contraria a quello che sostengo.
Perché nella mia retorica purtroppo, temo di avere ragione.

RITAGLI-

[possibile didascalia iniziale]

%
nella città molto normale, abitano delle rette persone, molto cordiali e disponibili, grandi lavoratori ed eccellenti studiosi.

Nella città molto normale, c'é però chi non é visto così di buon occhio, dalla brava gente. Questi scellerati, disgraziati ragazzi pare, o almeno si dice, che abbiano abbandonato gli studi, che non abbiano un lavoro. che la famiglia li abbia addirittura ripudiati, o che siano fuggiti loro stessi da essa.

E si dice pure che bevano e fumino fuori misura e qualcuno giurerebbe pure, che facciano uso di droghe.

Ma per nostra fortuna, si tratta solo di casi isolati, i bravi ragazzi ci sono eccome. Ragazzi forti e inteligenti, pronti a fare quanto necessario per il prossimo e per la propria gente. Ragazzi pronti a servire il proprio paese.

Nonostante qualche inghippo quindi, la città molto normale non ha particolari problemi ed anzi, la vita prosegue gioiosa per tutti. Ma qualcosa, forse portata dal maltempo, sta per romperne la quiete..
%

[variante abbreviata]
%
Piove da una settimana quasi. Ovunque si guardi, non si vede altro che pioggia, pioggia.
Il sole, chissà dove é finito.
Nella città molto normale, questo é il tema da giorni.
Tema che inaspettatamente, sta per essere sostituito bruscamente.
%


[il finale, in cui alla fine, la telecamera distoglieva lo sguardo dal personaggio principale per perdersi nel cielo.]

%
1. Nella città molto normale, ha smesso finalmente di piovere. Si é ripresa ormai la vita di sempre.
i ragazzi continuano a non fare un cazzo tutto il giorno, a bere, a farsi.
molti altri giovani sono partiti alla guerra. Iraq, Afganistan. Ad ammazzare qualche morto di fame.

2. Ieri sono morti due ragazzi. Succederà ancora, succede da sempre. che ci volete fare.
Ci basta voltare pagina, guardare avanti.
chiudere gli occhi sugli errori che facciamo ogni giorno, continuando a vivere come abbiamo sempre fatto.

3. Nel nostro EQUILIBRIO. C'é chi va a morire per noi, c'é chi sta peggio di noi.
c'é chi fa quello che noi NON FACCIAMO.

3.1. C'é chi, ignorato da tutti, muore nella nostra piccola città, da solo. Chi per morire va in guerra.

3.2. E noi gli sopravivviamo.
     Noi, sopravviviamo.

4. Continuando a ignorare le nostre responsabilità, le nostre COLPE. Continuando a camminare ad occhi chiusi verso il futuro.

5. Quanti Marco, quante Sara ancora verranno, quante volte porteremo un fiore sulle loro tombe. Quante volte anzi, resteremo a casa, senza nemmeno FINGERE di aver CAPITO cosa sta succedendo.

6. Questi morti sono i NOSTRI morti.
Sono i nostri morti quelli che periscono senza speranza, perché mai nessuno si é degnato di preoccuparsene. sono i nostri morti quelli che seguendo ignari un idea all'apparenza eroica, periscono e uccidono per i soldi di qualcun altro.

6.1. La responsabilità di tutto questo é anche NOSTRA.

6.2. Li lasciamo morire, girandoci dall'altra parte.
     Per la benzina delle nostre macchine, per non sporcarci una mano tendendola a chi da solo non ce la fà.

7. Non penso che riusciremo a vivere in altro modo, non so' se esiste questa SPERANZA. C'é chi ci crede, c'é chi lo nega, io NON lo sò.

non sò se il nostro occhio continuerà ad essere distratto

Continuerà a scappare.
DOVE SIAMO FINITI?

Non vedo altro che il sole.
%

Andy-
postato da: AngeGris alle ore 01:47 il lunedì, 30 luglio 2007 | link | commenti (12)
giovedì, 26 luglio 2007

Stanze.




Le foglie. cadono lente.e fuori. splende la luce.

Silenziosa l'acqua striscia s'insinua penetra.

Nella terra

E varie fragili forme eteree prendono vita,

Soltanto per morire ancora.

Il più grande miracolo e la sua maestosa rovina.

Uccidiamoci per non dare un corpo alla tragedia.

Ridicolo

Del resto suppongo che il battito del mio cuore

Me lo stia telegrafando, al cervello.

Ci sono pensieri che pervadono l'aria intorno a me e li scorgo.

Posso distinguerne alcuni, altri sono sfocati e traboccano

Traboccano verso il mio stesso cervello.

E ogni impatto è da seconda guerra mondiale.

Quanto vale un sorriso?

C.
postato da: AngeGris alle ore 14:59 il giovedì, 26 luglio 2007 | link | commenti (13)

Serpensiero

Immagina una faccia ssfigurata. Una faccia che la guardi e ssai. Ssai di non poter arrivare a baciare tutte e due le guance poiché una metà è ssogno e l'altra incubo e ti avvicini a quella perssona e non puoi arrivarci nonosstante tu ora le ssia davanti il suo coltello nel tuo petto la lama essce per metà il ssangue ssgorga. I penssieri sscappano rinchiussi per troppo e sspezzati e sulla tua pelle prendon forma tatuaggi di quel che avressti voluto e non avrai mai come immaginavi. Non avrai mai come immaginavi e allora fisssa negli occhi, afferra i ssuoi polssi ssull'elssa e sspingiti fino in fondo e ssputa ssangue su quella faccia, che veda quanto hai ssofferto che ssoffra di questo, impotente burattino.

Lassciamoci alle sspalle le ferite che ssi aprono abbiamo tanto ssangue, tanta voglia di farcela, di vivere al ssole e non all'ombra di quel che è sstato e allora non chiudere il cuore in una teca ma mettilo al centro del petto circondato da fassce d'ossso.

Non ho altro da dire.

postato da: AngeGris alle ore 08:02 il giovedì, 26 luglio 2007 | link | commenti (3)
mercoledì, 25 luglio 2007

Ciel

Spalanco le ali e provate a cercarmi in alto, provate a sollevare le vostre iridi, a impattarle contro l'azzurro del cielo, tanto forte da ricevere quasi un contraccolpo, da avere infine la sensazione di essere liberi, di essere vivi. Non vedrete che una pioggia di piume.

C.
postato da: AngeGris alle ore 16:42 il mercoledì, 25 luglio 2007 | link | commenti (2)
martedì, 24 luglio 2007

Questa mattina.

Mi guardo allo specchio e vedo soltanto il fantasma di quel che vorrei essere. Io non sono. Non sono poiché il mio concetto d'essere è ben lontano da quel che infine io posso permettermi di compiere.

Cammino da solo e cercare un compagno di viaggio in questo mondo significa soltanto avere paura. Paura di essere soli, bisogno di qualcosa e mi spaventa. Mi spaventa perché se non possiamo esistere senza il nostro prossimo siamo soltanto una persona sola. Noi tutti siamo una persona sola e allora mi odio, mi disprezzo e non riesco a dormirci, sento la voce del vento che urla fuori la porta e cerca di entrare e avvinghiarsi a me, gelarmi fino all'ultima goccia si sangue che ho sfigurandomi, rendendomi una statua senza vita.

Sono la persona sbagliata al momento sbagliato nel momento sbagliato.

Nonavvicinateviancora.
Nonavvicinateviora.

Restate lontani..

C.
postato da: AngeGris alle ore 09:22 il martedì, 24 luglio 2007 | link | commenti (14)

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Utente: AngeGris
Nome: Carlo Beer
Soltanto un disperso.

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