martedì, 29 maggio 2007

Forever Free

Ho sempre esercitato l'arte della scrittura creativa, pienamente cosciente di avere limiti, e difetti. Ho sempre cercato di dare il meglio di me in quel che scrivevo, perché c'è una parte di me in quel che leggete. C'è pur sempre Carlo qui dietro. Con le sue paure, i suoi sogni e tutto il resto. E ho imparato a concretizzare i miei pensieri in parole, sempre meglio, sempre più a fondo, e lo faccio ancora. Cerco di aprirmi il più possibile verso l'esterno, per riuscire a esprimermi al meglio. Ma la mia scrittura, è libera.

Come la mia mente.

Mi piace poter prendere una penna in mano o mettermi al PC e aprire Splinder, cliccare su "Blog" in alto, e accendere Winamp con qualche canzone. Ecco qua. Di che cosa parlo oggi? non so...

E non lo so perché non voglio parlare di niente. Ho le mie idee, i miei sogni, e qualche volta li scrivo, e chissà che qualcuno leggendoli almeno un poco ci si ritrovi. Ma io scrivo le mie sensazioni. Quello che provo. Posso parlarvi di...


...di quella splendida sensazione che si prova quando si ha appena aperto gli occhi la mattina ma ancora non si è svegli. Quella sensazione che mi sembra di fluttuare nella stanza, illuminata dalla pallida luce di una mattina in cui il sole timidamente comincia a emergere dalle vette più alte, innevate da una neve tardiva, dopo una tempesta...

Ma non posso parlarvi del sonno.

Posso parlarvi della disperazione di una perdita di una persona cara, posso parlarvi di sofferenza...

...ma non di guerra.

Parlo di quel che è inafferrabile. Sono notti insonni, diari di pazzia.


C.
postato da: AngeGris alle ore 23:46 il martedì, 29 maggio 2007 | link | commenti (7)

Anima.

La speranza è fuggita. Ha lasciato questo luogo di desolazione autoinflitta che anima la mia stessa anima.


Anima.....


è nera. è sporca e sta cercando qualcosa, qualunque cosa che la aiuti a tornare pura com'era. Qualunque appiglio.  è l'abbandono.

Quella sensazione che arriva in seguito. Ormai tutto è perduto. A che serve restare a preoccuparsi? stasera il cielo è splendido, e ad ogni secondo che passa sono più vicino. Più vicino alla resa dei conti con me stesso. Quindi cerco il meglio per me. Le nuvole grigie illuminate dalla luce del sole al tramonto sono splendide, ed ogni respiro che faccio riempie il mio corpo di mille sensazioni differenti. Il paradiso è qui, cazzo, ma devo cercare di capirlo. Voglio godermi ogni attimo che passa senza alcuna vergogna, voglio potere e voglio volere quel che è meglio per me e chi mi sta intorno. Voglio....


Voglio.....


Ma non è così.

E allora lentamente mi volto, osservo l'interno della mia stanza e torno dentro. Perché forse certe sensazioni mi spezzano il cuore, perché non sono in grado di sopportare un'altra lama, la più lunga di tutte le altre, piantata nel mio petto.

prova a essere cattivo.


prova a essere cattivo...




C.
postato da: AngeGris alle ore 20:55 il martedì, 29 maggio 2007 | link | commenti (1)

Vengeance.

Finalmente siamo uno di fronte all'altro. Ho aspettato molto, molto tempo prima di incontrarti di nuovo. Tu mi devi una vita. La vita che strappasti con così tanta noncuranza è tornata da te, e vuole avere indietro gli interessi.

Ti è piaciuto torturarla per tutte quelle ore. Lo capisco dal tuo sguardo, ma in fondo non ho mai dubitato di questo. Ho sempre saputo che tipo di persona potevi essere. Ti è piaciuto strapparle pezzo per pezzo ogni piccolo frammento di umanità, fino a che sotto di te non hai avuto solo una massa di carne che gemeva incontenibilmente travolta da un dolore tanto bruciante da essere già morta senza saperlo. Infine hai calato una lama sulla sua stessa vita, sul suo cuore palpitante, al centro di un piatto di costole spaccate verso l'esterno.

L'hai ammazzata.

E con lei hai ammazzato me.


Non chiedermi come o perché, il quando, il dove, il chi, sono domande stupide. Sono venuto per strapparti quel che tu hai strappato a lei. Sono qui per diventare come te e scamparla. Sono qui per provare l'ebbrezza che hai provato tu, e al posto di lei sarai tu a gridarmi nelle orecchie. Sarai tu a implorare, a soffrire. A sanguinare e spezzarti.





Sì, spezzarti.





Buio.

Apri gli occhi. Finalmente. Aspettavo questo momento. Aspettavo questo momento da molto. Ti ho fatto una sorpresa mentre dormivi, sai.

Una sorpresa di quelle sorprese che si rimane a bocca aperta. Si rimane a bocca aperta e ad occhi spalancati, quando si scorgono le proprie gambe mozzate con il piede inchiodati a terra, sostenute da asticelle di metallo.


Poi si urla.

La luce negli occhi in quel momento, sembra quasi sparire. Ma ho fatto molta attenzione a te. Non si spegnerà. Non ancora. Mi siedo, ed osservo attimo dopo attimo la tua mente reagire, capire che il tuo futuro ormai è perso. Quelle gambe staccate da te lo dimostrano.

E quando anche l'ultima lacrima è stata versata e c'è solo la terribile accettazione di quel che è successo, allora mi leverò come un angelo, e con somma furia ed eterno odio ti punterò in fronte questa Desert Eagle, e l'unica cosa che farò sorridendo mentre ti guardo negli occhi sarà....


BLAM!



....BLAM BLAM BLAM BLAM BLAM BLAM BLAM BLAM BLAM BLAM BLAM BLAM BLAM!.....






Lascio cadere il ferro e mi allontano.

La vendetta è compiuta.

C.
postato da: AngeGris alle ore 19:48 il martedì, 29 maggio 2007 | link | commenti

Dubbio blogghiano.

Non so, da una parte vorrei cambiare template, è un po' che c'è questo, ma dall'altra ci sono affezionato.

In più non saprei a chi chiedere, visto che personalmente quelli prefabbricati non mi garbano molto...

Consigliatemi >_>

C.
postato da: AngeGris alle ore 16:18 il martedì, 29 maggio 2007 | link | commenti (6)
lunedì, 28 maggio 2007

Fà ch'io sia tempesta - Cristina Khay

Fa' ch'io sia tempesta
di baci e di sole
a scuoterti le membra fradicie
strappandoti radici
dal cuore sanguinante

Leniro' poi le tue ferite gonfie
e senza contarle le soffiero'
ad una ad una
con carezze espirate
sulle tue ciglia socchiuse

Fa ch'io sia tempesta
e che travolga ogni tua strenua difesa
trascinando sensi, mente e cuore
vincendo l'ultima tua remora
a lasciarti invadere
da me.


Non c'è altro da dire.

C.
postato da: AngeGris alle ore 20:25 il lunedì, 28 maggio 2007 | link | commenti (8)

A te.

E se quando la pioggia scende rabbiosa io sento parole sussurrate da lontano, perdona il mio sorriso al pensiero di te...

"È nella pioggia oggi il vostro grido" Massimo volume - Primo Dio


C.
postato da: AngeGris alle ore 02:02 il lunedì, 28 maggio 2007 | link | commenti
domenica, 27 maggio 2007

Passato.





I miei passi risuonano nell'oscurità. Cammino, e comincio a chiedermi chi mi accompagna e se lo fa per piacere o solo perché deve. E chi lo sa. In fondo, tutto scorre e passa. Passa un giorno, passa un anno e quel giorno chi se lo ricorda più. Forse...forse le fronde degli alberi. Ricordo il loro rumore, mentre erano accarezzate dal vento. Tutto è immobile e sfocato. È come se vedessi solo forme indistinte che posso solo per logica ricondurre a immagini nitide. Scuoto il capo.

"Portami in un bel posto"

"Che posto?"

"Non so...uno qualunque. Uno dove si può dimenticare il resto"

Sono fitte che minacciano di spezzarmi in due e ricomporre un'altra parte di me andata perduta nel tempo, e nelle opportunità. Quelle sprecate. Quelle neanche mai contemplate, e chissà perché. Forse per uno stupido concetto di possibile e impossibile. Quelle troppo belle per essere vere, quelle troppo vere per essere belle.

E alla fine io sto nel mezzo.

"Andiamo.."

Era un paradiso di colori, quel parco. Immerso nelle profondità del bosco, senza un sentiero preciso per raggiungerlo, aveva qualcosa di bellissimo e nello stesso tempo, terribilmente triste. Sarà stata la ruggine su quelle altalene, che non vedevano bambini da tempo ormai immemore. L'erba alta, o i raggi del sole che attraverso le fronde illuminavano tutto con un riflesso sommario.O quel legno ormai marcio e dimenticato, oppure il colore del cielo azzurro, in alto, a coprirci la testa o riempircela di pensieri.

"Mi piace qui...."

Annuisco.

"Mi ricorda quanto siamo distanti dalla realtà. Quanto ci piacerebbe poter fare cose che non possiamo fare. Non più."

Voliamo sopra strade che ci sembrano solo piccole linee grigie, e ci chiediamo perché siamo andati via. È sera. Sto svanendo lentamente nell'aria della sera, mentre le nuvole si tingono di rosa con lentezza, affogando nelle loro passioni. Ispirando le nostre. E l'acqua, poi, è così fredda... Ti entra dentro e cerca.

Poi trova, ed è la fine.

Ti esce dagli occhi, con prepotenza, e porta via tutti quei brutti pensieri. Insieme al sale.

"Pioverà...."

"Mi piace la pioggia estiva...."

Ma non è il momento. Non è il momento, perciò andiamo. Andiamo.

Andiamo.....

...via.

Così lontano che la mente non potrà e non dovrà mai riportarti indietro. Così lontano che non esisterà altro che quel che tu speri. Quel che hai sempre voluto si avvererà, e potrai vivere, e morire per vivere di nuovo, e ancora.

Così, per un'infinità di millenni a venire.

"Torno a casa.."

"A domani."

"Già, a domani...."

C.
postato da: AngeGris alle ore 14:30 il domenica, 27 maggio 2007 | link | commenti (3)

Chi sono

Utente: AngeGris
Nome: Carlo Beer
Soltanto un disperso.

Bottoni


Parole

Archivio

oggi
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
aprile 2009
febbraio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Commenti recenti

WithoutMoon in Ricorda domani.
WithoutMoon in Polaroid.

Links

Adrenocromate
Debby pesciolina
Favole vere
Fumics
Giardini di Mirò
Heart Confessions
Kilyestyle
Luce d'Inverno
Marco Notari - blog filosofico
Mono
Piccole Perle
Tears of a fallen Angel
The Evpatoria Report
Ti abbandono..
Tre fighe per la pelle(o tra le palle?)
Vivendo le Stelle

Foto recenti

Vedi altri media

Contatore

visitato *loading* volte

Partecipano

 Il mio profilo ContattamiSkygge

Parla con me