mercoledì, 31 gennaio 2007

Tebe dalle cento porte.

La musica fluisce lentamente nell’aere, mi da l’impressione lontana del latte appena versato dentro al caffè nero.

 

Bollente.

 

Mi sento trascinare con sublime perizia, fluttuante nell’aria insieme a mille aromi che mi rammentano un nostalgico Oriente.

 

Puro.

 

Attorno alla mia figura aleggian ombre silenziose e meste, che marciano fra le crepe delle pareti, che rinchiudono quella parte di universo che posso arrivare a ritenere mia.

 

Pestilenza.

 

Come arcangelo al cielo volgo l’ali e mi spalanco in tutta questa agognata, perfetta ed infinita possanza.

 

Agonia.

 

Piego gli arti e chiudo il mio guscio in posizione fetale accecato da luci, ombre, e colori, ebbro d’ossigeno, di vita, di esodi.

Carlo
postato da: AngeGris alle ore 15:24 il mercoledì, 31 gennaio 2007 | link | commenti

Sensazioni.

Sono stanco. Perchè non posso semplicemente fregarmene di tutto quanto? Sarebbe comodo, mi risparmierebbe mille casini. La coscienza ne risentirebbe, ma sarebbe solo questione di tempo.

http://www.youtube.com/watch?v=0h_ifrP1WaE

Mi sento così. Mi sento dannatamente così.

C.
postato da: AngeGris alle ore 07:28 il mercoledì, 31 gennaio 2007 | link | commenti (2)
lunedì, 29 gennaio 2007

Sapete la verità?

I miei occhi rossi sono dovuti al poco sonno come del resto invero a questo sono altresì dovute le mie profonde occhiaie viola. Non è da meno la salivazione praticamente assente dovuta ad un difetto delle mie ghiandole salivari, corrotte nella loro propria essenza. Come tralasciare la mia reattività corporea mediocre, del resto? Anche questa dovuta ad una piccola deformazione della fascia di nervi presente alla base della spina dorsale.

Mio non è il diletto nel pensar troppo schematicamente, ma lo è il districarmi in veri e propri nodi ingarbugliati verbalmente. Lo è l'alzar innominabili ali di drago e volare via lontano con la mia mente ed i miei viaggi. Sempre che questi vadano in porto, vi sarà molta strada ancora tra me e quel che voglio raggiungere, ma saprò farmi bardo alla corte dell'oscuro duca, saprò rivelarmi attore, poeta e maestro burattinaio.

Carlo
postato da: AngeGris alle ore 12:40 il lunedì, 29 gennaio 2007 | link | commenti
sabato, 27 gennaio 2007

Marina.

La verità è che sei nell'occhio del ciclone dei miei pensieri. E questo mi spaventa.

Carlo
postato da: AngeGris alle ore 23:15 il sabato, 27 gennaio 2007 | link | commenti (1)
giovedì, 25 gennaio 2007

Peccatore.

Parole che feriscono.

Verità che segna.

Ci trasciniamo dentro ad un vortice di parole, sensazioni, emozioni, soltanto per non rimanere feriti da noi stessi o dagli altri, e tutto continua secondo questi schemi, tutto sembra coincidere alla perfezione...

La verità è che ogni secondo passato in compagnia di lei, ogni secondo in cui spero che lei possa materializzarmisi davanti, con il suo sorriso abbagliante, ridere, abbracciarmi, carezzarmi, consolarmi, non faccio che disperatamente amarla, segretamente.

Carlo
postato da: AngeGris alle ore 10:24 il giovedì, 25 gennaio 2007 | link | commenti
mercoledì, 24 gennaio 2007

Pensieri sparsi, atto secondo.

Posso sentire il frangersi delle onde sulla scogliera, nell'aere note di pianoforte che mi carezzano con dolcezza, lascive, ma non mi interessa molto, di tutto quanto. Giaccio inerte e lascio semplicemente che intorno a me gli avvenimenti si succedano, uno dietro l'altro senza sosta, senza alcuna esitazione lascio che il tempo scorra dimentico della mia presenza, fino alla capitolazione.

Fino all'atto decisivo.

Allora verrò fuori dal mio limbo, e risponderò della mia colpa, quale che sia.

Carlo
postato da: AngeGris alle ore 18:52 il mercoledì, 24 gennaio 2007 | link | commenti
martedì, 23 gennaio 2007

Il cielo sembrava voler piangere.

Era una notte piovosa, quella. Una notte dove tutti i desideri potevano divenire reali, se davvero lo volevi. Ed io ero lì, giacendo in quella posizione supina, addormentato su di un tappeto, in un salotto qualunque di un appartamento qualunque in quel grigio universo della città.

La città.

Così sporca, e tetra, e corrotta, da essere perfettamente secondo la legge. Amareggiato mi sveglio, e guardo l'ora. Sono le 2, ed io sono di nuovo sveglio.

Dannazione.

Non vorrei fosse tutto così dannatamente difficile, così dannatamente reale da apparirmi quasi fittizio, tutto talmente tragicomico da farmi piangere. Ma non ha fine, non ne ha ancora, continua ad inperversare su di te come anche sui grattacieli, sottoforma di scroscianti goccie di pioggia infuriate.

Finché non giunge la calma. E ti abbraccia con un tocco tiepido. Custodisce i tuoi più reconditi desideri. L'ultimo baluardo per non cedere al caos. L'ultimo uccello che si leva in volo. L'ultimo bacio prima delle spine della rosa. Tutto è concluso. Il dado è tratto.

Ma sono ancora qui, e mi chiedo per quale motivo. Di grazia, qualcuno potrebbe uccidere quel corpo straziato che rappresenta la mia persona? Ve ne sarei molto, molto grato.

Carlo
postato da: AngeGris alle ore 19:40 il martedì, 23 gennaio 2007 | link | commenti

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