martedì, 30 giugno 2009

bla



ecco.

C.
postato da: AngeGris alle ore 22:21 il martedì, 30 giugno 2009 | link | commenti (1)
sabato, 25 aprile 2009

Per Giulia

Il dolore mi attraversa il corpo con una lentezza che ha qualcosa di poetico, alla fine. Abbraccio queste stanze che si svuotano di colore con lo sguardo del padre che vede morire il figlio. Siete trentatre' volte trecentosessantacinque pugni nello stomaco, che si allontanano verso un qualcosa di diverso che si chiama in molti modi diversi e forse non ha neanche un significato. Il siero velenoso che mi scorre dentro perde la sua intensita' e il dolore cala. Sono morto e risorto, sono il salvatore della mia e della vostra vita chiuso in questa stanza di pietra che urla mute parole di disperazione? Sono io o siete voi tutte queste cose spaventose? Lasciamo che sia la croce a parlare per me.

Con amore.


[Gli astrattismi non mi sono mai piaciuti troppo eppure scrivo spesso attraverso cose che non hanno niente a che vedere con quel che in realta' voglio dire.]

C.
postato da: AngeGris alle ore 07:40 il sabato, 25 aprile 2009 | link | commenti (1)
domenica, 15 febbraio 2009

mah.

Questa melma verde che tu vedi, questa cosa insignificante che potrebbe asciugare in un paio di ore di sole, questa, è la vita.

C.
postato da: AngeGris alle ore 00:54 il domenica, 15 febbraio 2009 | link | commenti (2)
domenica, 30 novembre 2008

Pellicole

Le pareti della stanza che si avvicinano frenetiche, colorate di rosso e verde pastello sfrecciano contro di me improvvisamente. Quadri che neanche immaginavo di avere appesi alle pareti che mi si fiondano addosso, e SBAM, dove sono finito in un mondo parallelo? Sono quasi deluso neanche sento dolore, poi rido e mi guardo intorno un po' spaesato un po' divertito, non so come, dall'assurdità della cosa. Una stanza ottagonale di pietra che potrebbe essere una di quelle sale del trono da libri fantasy di second'ordine, capite, una di quelle sale lì, ch mi sta tutto intorno addoso, sopra, sotto! Che diavolo è? Faccio due passi avanti incerto sul da farmi, ma sono disattento: Con un piede cammino sopra al dispositivo che attiva una trappola, frecce acuminate escono dalla parete, saettano contro di me, non ho alcun tempo per reagie e .... Sono in mezzo a una strada affollata sulle striscie pedonali. La città non ho idea di quale possa essere ci sono grossi grattacieli e uno in particolare attira la mia attenzione, ha un grandissimo manifesto recante l'immagine di una salsiccia gigante ricoperta di senape, nell'intento di essere mangiata dall'enorme viso in technicolor del presidente del Bangladesh. Il tutto tralasciando, ovviamente, che mi sta venendo addosso un tir che ...

Mi sento come in un pellicola impazzita di un film  mai girato.

Adrenalinico.
postato da: AngeGris alle ore 13:34 il domenica, 30 novembre 2008 | link | commenti (2)
sabato, 23 agosto 2008

Aria[Adesso e Fortuna]

Gira
Se il destino fosse una ruota dentata
Il corvo avvertirebbe gracchiando
Gemelli  soli in una tenebra senza fine

Gira
Vivrei come sabbia dentro gli ingranaggi

Gira
Fermandosi col rumore del mare


No more.

Welcome. To the world.

Skygge.

postato da: Skygge alle ore 21:45 il sabato, 23 agosto 2008 | link | commenti (4)
mercoledì, 20 agosto 2008

Alessandro Baricco - Novecento

[...]"Per favore/
/
/
/
/
/
   Adesso cerca di capire fratello. Cerca di capire, se puoi/
   Tutto quel mondo negli occhi/
   Terribile ma bello/
   Troppo bello/
   E la paura che mi riportava indietro/      La nave, di nuovo e per sempre/
   Piccola nave/
   Quel mondo negli occhi, tutte le notti, di nuovo/
   Fantasmi/
   Ci puoi morire se li lasci fare/
   La voglia di scendere/
   La paura di farlo/
   Diventi matto, così/
   Matto/
   Qualcosa devi farlo e io l'ho fatto/
   Prima ho immaginato/
   Poi l'ho fatto/
   Ogni giorno per anni/
   Dodici anni/
   Miliardi di momenti/
   Un gesto invisibile e lentissimo./
   Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio.
   Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c'entra la pazzia. È genio, quello. È geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito.
   Allora li ho /incantati.
   /E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto. Tutte le donne del mondo le ho incantate suonando una notte intera per /una/ donna, /una/, la pelle trasparente, le mani senza un gioiello, le gambe sottili, ondeggiava la testa al suono della mia musica, senza un sorriso, senza piegare lo sguardo, mai, una notte intera, quando si alzò non fu lei che uscì dalla mia vita, furono tutte le donne del mondo. Il padre che non sarò mai l'ho incantato guardando un bambino morire, per giorni, seduto accanto a lui, senza perdere niente di quello spettacolo tremendo bellissimo, volevo essere l'ultima cosa che guardava al mondo, quando se ne andò, guardandomi negli occhi, non fu lui ad andarsene ma tutti i figli che mai ho avuto. La terra che era la mia terra, da qualche parte nel mondo, l'ho incantata sentendo cantare un uomo che veniva dal nord, e tu lo ascoltavi e vedevi, vedevi la valle, i monti intorno, il fiume che adagio scendeva, la neve d'inverno, i lupi la notte, quando quell'uomo finì di cantare finì la mia terra, per sempre, ovunque essa sia. Gli amici che ho desiderato li ho incantati suonando per te e con te quella sera, nella faccia che avevi, negli occhi, io li ho visti, tutti, miei amici mati, quando te ne sei andato, sono venuti via con te. Ho detto addio alla meraviglia quando ho visto gli immani iceberg del mare del Nord crollare vinti dal caldo, ho detto addio ai miracoli quando ho visto ridere gli uomini che la guerra aveva fatto a pezzi, ho detto addio alla rabbia quando ho visto riempire questa nave di dinamite, ho detto addio alla musica, alla mia musica, il giorno che sono riuscito a suonarla tutta in una sola nota di un istante, e ho detto addio alla gioia, incantandola, quando ti ho visto entrare qui. Non è pazzia, fratello. Geometria. È un lavoro di cesello. Ho disarmato l'infelicità. Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l'altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno mai ho raccontato se non a te."[...]
postato da: AngeGris alle ore 22:48 il mercoledì, 20 agosto 2008 | link | commenti (1)
lunedì, 04 agosto 2008

...

Nebbia che si alza, luna che si sposta. Rimango soltanto per qualche istante a guardare un cielo coperto di strati di stoffa grigia eterea, che ci nasconde a noi stessi, l'uno all'altro. Così, cara, potresti essere appena dietro l'angolo o a migliaia di chilometri di distanza.

Così, all'occhio non fa alcuna differenza.

Ma il cuore?

postato da: AngeGris alle ore 13:04 il lunedì, 04 agosto 2008 | link | commenti (1)

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