mercoledì, 28 ottobre 2009

Ricorda domani.

Quando ti sveglierai, se aprirai i tuoi occhi ad un'alba lucente o ad un antro buio, questo mai lo saprò. Che cosa penserai, quale sarà per te la sensazione di strapparsi di dosso la ragnatela della notte e dei sogni dai suoi mille sussurri e, forse, significati. Se li ricorderai, se li butterai su carta o scriverai al computer. O li lascerai ignorati, ignoranti profeti, per andare avanti con la tua vita come se stessi contando linee su un muro: concentrato in qualcosa di stupido ed assente per tutto il resto. Forse oggi vivrai una splendida giornata, forse rientrerai con il mal di testa maledicendo il tuo capo, o se sei tu il capo...beh, i dipendenti troppo indipendenti.

Ma ricorda sempre una cosa molto importante. C'è gente che ti pensa. Si, proprio a te! C'è sempre qualcuno pronto, seduto sulla scrivania o sdraiato su un letto o che beve un caffé, che guida o che è rinchiuso nel bagagliaio di un'auto cosparsa di benzina. O che, in piedi, si accende una sigaretta con un cerino e lo getta verso la macchina.

Che lo getta verso la macchina.

E tutte queste persone ti pensano tanto intensamente che sperano e pregano che in qualche modo questo loro desiderio prenda vita dentro il tuo stomaco e ad una ad una faccia scoppiare le vene del tuo corpo, faccia torcere il tuo sistema nervoso, sbricioli il midollo spinale, tagli gli occhi , e che come un toro che ti sbudella e ti scrolla sulle sue corna, ti scaraventi contro un muro per lasciarti lì, proprio come un povero stronzo.

C.

postato da: AngeGris alle ore 16:45 il mercoledì, 28 ottobre 2009 | link | commenti (1)
mercoledì, 30 settembre 2009

Polaroid.

Gli obiettivi da realizzare sono come luci sfavillanti, che allettano. Con i quali, idealmente, la vita diventerebbe più leggera, bella, perlomeno facile a sopportarsi! Il che non è sbagliato. Non completamente almeno. Ma rispetto ai nostri nonni, padri, madri e nonne, abituati a camminare dritti e raggiungerli con la fatica e la forza di volontà, questi obiettivi, noi siamo differenti. Più deboli, in un'epoca utopica in cui distanze fisiche si accorciano, e psicologiche diventano sconfinate. Da sonno criogenico.

La xenofobia ci è stata impiantata nel cervello da un sistema di informazione che è stato infettato da un sempre più accentuato spirito politico che nulla ha da spartire con esso. Pensiamo di poter decidere da soli nella nostra splendida democrazia, ma la scelta del buffet viene dagli chef. Possiamo scegliere quello che vogliono loro. L'una o l'altra cosa, è lo stesso.

E ridiamo.

Ridiamo, sì, di Scientology e crediamo di sentirci superiori a questo lavaggio del cervello e questo inutile spillar soldi. Ma noi siamo dentro a Scientology tanto quanto quelli che lo affermano e ne vanno fieri. C'è chi vuole la pole position in chiesa per una masturbazione egocentrica e chi si presenta con un bel sorriso ipocrita davanti a dipendenti che non conosce nemmeno, per poi snocciolare frasi di falso rammarico e spedirli a casa senza soldi a guardar negli occhi i loro figli mentre la sua paga sale.

Chi pesta un nero fino a fargli spruzzare sangue dalle orecchie, e chi è nero fino a farsi pestare tanto che il sangue gli spruzza dalle orecchie.

C'è da agire, più che riflettere.

Insomma, ce n'è per tutti. Tutti diversi ed in fondo tutti così noiosamente uguali che la violenza è la risposta che nasce da questa società. Violenza per farci restare a bocca aperta ed occhi spalancati. Perché siamo diventati insensibili. Perché è l'odio che ci rende uguali ai nostri opposti. Vogliamo tutti le stesse cose, in un mondo in cui il nostro modo di pensare sta trasformando un'evoluzione in involuzione. Una determinazione (peraltro infondata) a crescere, che si fa via via più vacillante. Siamo in troppi? I nostri padri non avrebbero dovuto darsi al nucleare? Hiroshima e Nagasaki sono state dimenticate, o in questi tempi dalla memoria corta dobbiamo avere seri handicap, arti in eccesso i difetto o figli morti, per poterle ricordare?

Nella frenesia della specializzazione, noi ci perdiamo. Chi si ricorda più....Eh?!? Guardare intorno e pensare che si pulirebbe strade più volentieri del lavoro che attualmente si fa. Senza un briciolo di disprezzo né per il proprio lavoro, né per chi pulisce le strade. Semplicemente perché siamo stanchi di doverci vendere.

Gli obiettivi ci sono, ma non sono di facile realizzazione. C'è un oceano di merda da sonno criogenico se ci si pensa, eppure se si prova ad allungare una mano nella loro direzione, si può quasi sentire il calore e la luce che emanano.

Basta tapparsi il naso e camminare dritti.

C.
postato da: AngeGris alle ore 09:11 il mercoledì, 30 settembre 2009 | link | commenti (1)
venerdì, 11 settembre 2009

"Pippo va a fare la spesa"

Non mi piace più scrivere. Poiché oggi devi per forza avere ancora qualcosa da raccontare, per poterlo fare. Una cosa che non sono mai stato in grado di fare in modo esauriente. Perché non mi piace leggere cose come "Pippo va a fare la spesa" che, solo per la loro correttezza grammaticale, sono trattati come capolavori. Non è che una minima parte di quel che io reputo un buon lavoro.

In realtà Pippo porta quel nome solo perché suo nonno era di firenze, lui è nato e cresciuto nei peggiori anni della germania a Francoforte. Impotente, a guardare quella crepa purulenta, marcescente, che spaccava in due quel sogno per il quale qualche anno prima il Volk, il popolo, avrebbe dato tutto, e che ora lavorava per rammendare, cercando di passare inosservato. La sensazione di paura nel sentir nominare Gli alleati, quella tragicità in plicchi di banconote innumerevoli sudati sangue che vanno sparsi come cenere al vento per un tozzo di pane. Quella morte negli occhi delle persone, che rende tutto così intenso che fa male. Pagare un giornale cencioso una fortuna, e scoprire che è di due giorni fa..

E qualche volta a casa sua, quella cosa che striscia su, sal pavimento fino ad entrargli nelle pupille assetate, lasciandolo impotente statua di carne, occhi sbarrati velato di lacrime senza un sussurro, denti stretti e mano chiuse a pugno cercando di trattener quel po' di dignità rimasta, che scivola via come sabbia, nel ricordo di una città piena di cadaveri. Un mondo, pieno di cadaveri. Fra i quali il suo.

C.

postato da: AngeGris alle ore 10:54 il venerdì, 11 settembre 2009 | link | commenti
mercoledì, 26 agosto 2009

Per te.

ho fatto un sogno. ho sognato di sognarti, e svegliandomi, eri lì. come la più bella visione, il più intenso desiderio che si avvera. Ho creduto che credendoti presente nella mia vita, e comportandomi come se così fosse anche se tu non c'eri, qualcosa di minuscolo, qualcosa di tuo, sarebbe potuto entrare nella mia vita. Ho sbagliato cento volte, mille, centomila e poi mi sono voltato e ho capito. Grazie a te, che nonostante non fossi con me, dentro di me ci sei sempre.

 

C.

postato da: AngeGris alle ore 19:26 il mercoledì, 26 agosto 2009 | link | commenti
giovedì, 23 luglio 2009

La via del vuoto.

Ho fatto un sogno bellissimo. Mi svegliavo accanto a te, ed abbracciando il tuo corpo caldo, ti sussurravo quanto mi sei mancata in questi mesi, in queste settimne interminabili e sfioravo la tua pelle liscia con un bacio, uno solo, prima di ripiombare nel buio confortevole di un sonno lungo e ristoratore. Ma il mio sonno, da quando ci siamo separati si è fatto un campo di battaglia spoglio coperto da una coltre grigio scura, vento che spira senza direzioni. Piccole e continue tregue di occhi chiusi e nessun pensiero, alternati dall'aprire gli occhi dentro un cubo nero e senza aria, e girarmi cercando il tuo fantasma etereo che non riluce, è dentro al mio cuore. Per poi crollare di nuovo.

Quando cammino nei miei sogni sfocati lascio una scia di fumo spesso, che si unisce all'atmosfera sterile arrossandomi gli occhi, facendoli lacrimare. Ma non è sempre così. A volte emergo e riaffiorano colori e luci. Persone con cui parlo, discorro. Facce strane, mai viste prima che mi sorridono e dono loro un pezzo di cuore. E un pezzo alla volta dimentico il tuo viso, dimentico il tuo sguardo, dimentico com'è fare l'amore con la donna che amo.

 

C.

postato da: AngeGris alle ore 09:47 il giovedì, 23 luglio 2009 | link | commenti (1)
martedì, 30 giugno 2009

bla



ecco.

C.
postato da: AngeGris alle ore 22:21 il martedì, 30 giugno 2009 | link | commenti (1)
sabato, 25 aprile 2009

Per Giulia

Il dolore mi attraversa il corpo con una lentezza che ha qualcosa di poetico, alla fine. Abbraccio queste stanze che si svuotano di colore con lo sguardo del padre che vede morire il figlio. Siete trentatre' volte trecentosessantacinque pugni nello stomaco, che si allontanano verso un qualcosa di diverso che si chiama in molti modi diversi e forse non ha neanche un significato. Il siero velenoso che mi scorre dentro perde la sua intensita' e il dolore cala. Sono morto e risorto, sono il salvatore della mia e della vostra vita chiuso in questa stanza di pietra che urla mute parole di disperazione? Sono io o siete voi tutte queste cose spaventose? Lasciamo che sia la croce a parlare per me.

Con amore.


[Gli astrattismi non mi sono mai piaciuti troppo eppure scrivo spesso attraverso cose che non hanno niente a che vedere con quel che in realta' voglio dire.]

C.
postato da: AngeGris alle ore 07:40 il sabato, 25 aprile 2009 | link | commenti (1)

Chi sono

Utente: AngeGris
Nome: Carlo Beer
Soltanto un disperso.

Bottoni


Parole

Archivio

oggi
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
aprile 2009
febbraio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Commenti recenti

WithoutMoon in Ricorda domani.
WithoutMoon in Polaroid.

Links

Adrenocromate
Debby pesciolina
Favole vere
Fumics
Giardini di Mirò
Heart Confessions
Kilyestyle
Luce d'Inverno
Marco Notari - blog filosofico
Mono
Piccole Perle
Tears of a fallen Angel
The Evpatoria Report
Ti abbandono..
Tre fighe per la pelle(o tra le palle?)
Vivendo le Stelle

Foto recenti

Vedi altri media

Contatore

visitato *loading* volte

Partecipano

 Il mio profilo ContattamiSkygge

Parla con me